FISCO – Decreto Omnibus: per il Fisco proroga Superbonus e prelievo straordinario sugli utili delle banche

FISCO – Decreto Omnibus: per il Fisco proroga
Superbonus e prelievo straordinario sugli
utili delle banche


di Paolo Iaccarino
Il Decreto Legge “Omnibus” approvato nel corso del Consiglio dei Ministri n.
47 del 2023 ha toccato anche il Superbonus. Come ampiamente ipotizzabile,
e confermando le voci circolate nelle ultime settimane, l’ultima disposizione
normativa prevede la proroga, dal 30 settembre 2023 al 31 dicembre 2023,
del termine finale entro cui le persone fisiche possono beneficiare della
speciale agevolazione sulle spese sostenute per interventi agevolati, su edifici
unifamiliari e unità immobiliari in contesti plurifamiliari, indipendenti e
funzionalmente autonome, che alla data del 30 settembre 2022 avevano già
raggiunto una percentuale di completamento dei lavori pari almeno al 30 per
cento.
All’atto pratico il Governo si limita a concedere ai contribuenti tre mesi in più
per sostenere le ultime spese agevolabili, le stesse che probabilmente
sarebbero state sostenute entro i precedenti termini di vigenza fissati al 30
settembre 2023. Per il resto nulla cambia. La proroga, infatti, non muta il
contesto normativo, né le procedure necessarie per beneficiare
dell’agevolazione. La nuova data del 31 dicembre 2023 rappresenta il termine
ultimo entro il quale sostenere le spese, ben potendo i lavori continuare per
concludersi nel periodo d’imposta 2024.
Sempre in materia tributaria è necessario segnalare che con il medesimo
provvedimento normativo viene introdotta un’imposta straordinaria a carico
degli intermediari finanziari, escluse le società di gestione dei fondi comuni
d’investimento e le società di intermediazione mobiliare di cui al Testo unico
delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria (Decreto Legislativo
24 febbraio 1998, n. 58), finalizzata a calmierare l’andamento dei tassi di
interesse e l’impatto sociale derivante dall’aumento delle rate dei mutui. In
particolare le maggiori entrate derivanti da tale imposta saranno destinate al
finanziamento del fondo per i mutui sulla prima casa e per interventi volti alla
riduzione della pressione fiscale di famiglie e imprese.
Sotto il profilo tecnico l’imposta sarà pari al 40 per cento del maggiore valore
tra l’ammontare del margine d’interesse di cui alla voce 30 del conto
economico relativo all’esercizio antecedente a quello in corso al 1° gennaio
2023, che eccede per almeno il 5 per cento il medesimo margine nell’esercizio
antecedente a quello in corso al 1° gennaio 2022, e l’ammontare del margine
di interesse di cui alla voce 30 del conto economico relativo all’esercizio
antecedente a quello in corso al 1° gennaio 2024, che eccede per almeno il
10 per cento il medesimo margine nell’esercizio antecedente a quello in corso
al 1° gennaio 2022.

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